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Greenpeace: "Italia e Francia non tutelano i cetacei"
martedì 09 marzo 2010
 "Purtroppo l’ennesima moria di cetacei lungo il litorale toscano non ci sorprende. Sono Italia, Francia e Monaco i veri responsabili dello svuotamento del Santuario dei Cetacei. Non è stato fatto niente di concreto per tutelare delfini e balene e l’inquinamento del Santuario non è diminuito, anzi!" denuncia Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace.
Contrariamente a quanto riferito alla stampa da personale dell’Arpat (Agenzia Regionale Per l’Ambiente della Toscana) l’inquinamento dell’Alto Tirreno e del Mar Ligure è notevole. In una relazione tecnica elaborata dall’Ispra si afferma infatti che "la presenza di sostanze tra cui Ddt, di Ipa, Pcb è stata dimostrata essere massiccia in esemplari di stenelle free-ranging dell’area del santuario se paragonata ad altre zone del Mediterraneo”. Inoltre, l’Italia ha appena avviato proprio nel Santuario dei cetacei, area marina protetta, la costruzione della prima Area Marina Industriale: il rigassificatore offshore di Livorno/Pisa.
"La morte dei cetacei, con esemplari spiaggiati a Livorno, è solo una coincidenza? E l’Arpat che cosa ha avuto da dire sulla costruzione del rigassificatore in piena area marina protetta?" chiede Monti. L’ignoranza e l’indifferenza rispetto alle sorti del Santuario continuano: al momento non c’è alcuna traccia del Segretariato del Santuario. Non è un caso se i cetacei muoiono o abbandonano il Santuario: una spedizione di Greenpeace nel 2008 ha stimato un dimezzamento del popolamento di stenelle (rispetto al 1989-90) ed ha trovato solo un quarto delle balenottere attese. Nel 2009 il Prof. Wurtz dell’Università di Genova ha sostenuto una diminuzione dell’ordine del 90% delle balenottere. (Lastampa.it)
 
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