| HOME | SCRIVICI |
Dopo Copenaghen: obiettivo Maldive a emissioni zero
martedì 02 febbraio 2010
 Sono arrivate all'Unfccc (United nations framework convention on climate change), la convenzione dell'Onu che si occupa di cambiamenti climatici, gli impegni dei Paesi sui tagli alle emissioni di gas serra: il 31 gennaio scadeva, infatti, il termine per la presentazione delle promesse dei governi contro il riscaldamento globale dopo l'accordo raggiunto alla Conferenza di Copenaghen.
Le Maldive, che rischiano la scomparsa a causa dell'aumento del livello dei mari, annunciano zero emissioni totali nette, fino al livello di carbon neutral. L'Ue spinge sull'acceleratore, Usa e Russia ci vanno caute, mentre India e Cina - a capo dei Paesi emergenti - parlano di minor intensita' energetica in base al Pil. In particolare l'Unione europea ha ribadito l'impegno di una riduzione del 20% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990 rilanciando pero' l'offerta di una riduzione del 30% a patto che anche altri Paesi sviluppati si impegnino altrettanto e che i Paesi in via di sviluppo contribuiscano adeguatamente. Per gli Usa la riduzione dovrebbe essere al 2020 del 17%. Tra i Paesi a economie emergenti e in via di sviluppo, gli impegni della Cina pervenuti all'Onu parlano di riduzione della intensità delle emissioni (calcolata dal rapporto Co2/Pil) del 40-45 per cento rispetto al 2005.
Anche l'India intende ridurre l'intensità delle emissioni, ma del 20-25 per cento rispetto al 2005 e il Sudafrica si impegna a ridurre del 34% l'attuale tasso di incremento delle emissioni, mentre il Brasile del 36-39 per cento. Altri Paesi poveri (Costa Rica, Giordania, Madagascar) non mancano di parlare di impegni di mitigazione e riduzione di gas serra ma li agganciano agli aiuti e ai finanziamenti che riceveranno dalla cooperazione internazionale. (Ansa.it)
 
© 2010 quiMare
Joomla! un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.